Viaggi e avventure nel mondo www.viaggieavventuranelmondo.it

Mi piace da sempre viaggiare. Come farlo da sola? E qui arriva il tour leader per antonomasia. Viaggi e avventure nel mondo. Tanta paura, un pizzico di incoscienza e la mia vita è cambiata. Hanno una formula per viaggiare inimitabile, unica. I loro clienti non sono turisti, ma viaggiatori e fanno parte di una certa élite culturale. Costi, circa un terzo di un’agenzia, disagi moltissimi, serve un carattere spartano ed incline alla condivisione. L’unico neo, per quel che mi riguarda, è la loro estrema rigidità. Scelto il viaggio ed il coordinatore non puoi più interagire con loro. Si respira sempre un po’ di mistero, qualcosa di insoluto. Che mi emoziona molto. Lo consiglio ai single o coppie rodate nei viaggi difficoltosi e duri.
Dal 2014 un paio di viaggi importanti l’anno. Ed eccomi qui. Oggi, mercoledì 25 ottobre 2017, sono nella foresta amazzonica sotto una pioggia, amazzonica infatti. È il mio secondo viaggio importante del 2107. Marzo/aprile Giappone. Ottobre/novembre Ecuador e Galàpagos. Duro e difficile, ma assolutamente da fare. Magari con una quindicina di anni in meno. Si passa dai 3700mt ai 250mt. Il cuore, in certi momenti, diventa un peso, così come il fiato corto, ma tanto corto. E come sempre mi trovo a pensare: ok basta questo è l’ultimo. Mi fermo, torno indietro. Nooo aspettatemi, scivolo, cado, non ci vedo, ho fame, sono stanca…., nessuno mi ascolta, se perdo il gruppo perdo tutto. Aiuto!!!! Si può annegare di pioggia? Temo di sì. Ora vado. Prenderemo una barculla per raggiungere il nostro Lodge. Acqua sopra e sotto. I miei capelli….. diventano crespi……. 👷‍♀️🙇 A dopo

 

La redenzione (SNEET)


Dal 2012 ho cominciato un percorso in discesa. Un paio di anni dove, per mia scelta, sono riuscita ad attirare una feccia di uomini disperati come me. Ovvio, io avevo da offrire solo la disperazione del più grande fallimento della mia vita. Più di un anno con Eliana Monti 😱😱😱. Uomini tristi o in cerca di donne. Capisco l’errore e ne esco. Occhiata verso le mie amicizie, circondata da donne tristi, invidiose, capaci di uccidere per un paio di pantaloni. È quello che voglio? No, esco. Sbandata, nervosa anzi proprio incazzata……. Altra occhiata intorno. Ritaro la rotta e mi trasformo in una SNEET (single non in cerca di avventure, aspettative e/o flirt). Mi ci trovo bene ed inizio il secondo capitolo della mia vita. Come vivere bene “soli”.

Capitolo 3 – La rinascita

Mettiamo da parte i vedovi, gli infingardi….e guardiamoci intorno. Cosa volevo dalla vita prima dell’exploit dell’esule:

1. una casa al mare
2. viverci sei mesi l’anno
3. Un paio di viaggi importanti, quando Torino è troppo grigia
4. una piccola bomboniera nel cuore di Torino
Perfetto non fa una piega. Requisiti richiesti:

Energia ? Celo
Cervello? Celo
Tempo? Celo
Paura? Zero assoluto

risultato finale: centrati i quattro target

Al suono dell’eco: sto benissimo così. Non ho bisogno di uomini. Vivo bene sola….. Mi sono lanciata al volo.
2014. Cuba e Giordania
2015. Polinesia e Burma Laos
2016. Namibia e sud Africa
2017. Giappone
“. ore tre a.m. di domani 23 ottobre parto per Ecuador e Galapagos. Non ditemi beata te. È stata dura, ho sbandato molto. Nel prossimo capitolo vi racconterò, dei miei incontri ravvicinati.

Ormai sicura di me, ho mollato le difese e ho cercato un altro piccolo e innocente svago: Burraco on line. Mi sono iscritta e 😱😱😱😱il tempo di imparare un po’ 😱 paffete…. il gigolò. 35 anni, meridionalissimo, superfigo e furbo . Circonvenzione di incapace? Ebbene sì, la moralissima Betta, quella che aveva appeso gli slip (che non porto) al chiodo, è caduta nelle spire diaboliche della setta dei segaioli on line. Ormai preda di un’ossessione ho passato il viaggio in Giappone attaccata all’Iphone, gelosa come un puma. Sei mesi di un amore 💕 adolescenziale. Prima di venire totalmente ingoiata da quella inutile creatura, ho capovolto la situazione: vaporizzata e marameo…..

Capitolo due. Il vedovo

 

Bene, eccomi qui sei anni dopo, che dormo in un campo tendato disperso nel Wadi Rum (il fantastico deserto di Lawrence d’Arabia). Fantascienza. Ho fatto passi da gigante.
Sto viaggiando senza preavviso, completamente al buio. E…..sto bene.
Oddio all’inizio non è stato facile. Basterebbe iniziare con il piede giusto, solo che io non l’ho fatto. Il mio primo passo è stato della serie ….chissenefrega, cerco un altro pesce e via si riparte alla grande. Ma per essere più sicura sono andata a pescare in una riserva.(*) Già di quelle dove la trota(**) la peschi senz’altro, anzi più di una. Te la offrono proprio. La tiri su, qualcuno gli dà due botte in testa e tu la porti via. Per poi buttarla direttamente nella spazzatura. Perché lì nella riserva i pesci sono già anzianotti e…. puzzano.
Se per qualcuno non sono stata chiara è perché non è andato a leggere gli (*).

Bene proseguiamo.
Esistono due categorie di vedovi, entrambi inconsolabili. Alla prima appartengono i superstiti di una coppia alla Mulino bianco. Inconsolabili per la perdita, incapaci di camminare da soli. Cercano una copia della cara estinta che faccia loro da badante. Tristi, goffi, loro hanno già raggiunto l’amata, nel senso che sono morti, ma che nessuno gliel’ha ancora detto. Scappare veloci, il più lontano possibile prima che ti trascinino nella tomba.
Alla seconda appartengono i mariuoli. Quelli che alla cara estinta, da viva, gliene hanno fatte passare di tutti i colori. Adesso cercano di rimediare, riempendo la casa di fotografie, e la tomba di fiori. In genere nei loro armadi c’è ancora qualche abito della moglie. Consiglio anche in questo caso di scappare anche più veloci, perché, finalmente liberi dall’impedimento che non ha permesso loro di sfarfallare in giro, adesso si rifanno alla grande, pillola blu e dimostriamo a queste povere donne cosa sappiamo fare.
Credo che il maschio italiano non diventi mai adulto. Ancora sguazzano nelle favole che da piccoli hanno ascoltato. Solo che ora, invece di principesse, ci hanno trasformate in donne a caccia di uccelli. Per loro siamo super affamate e bisognose di quel pendaglio che hanno tra le gambe. Intelligenza, sensibilità, cultura, classe…. machissenefrega…. dimmi che sono bravo a letto, dimmi che come godi con me, nessuno mai…. È vero che la colpa è nostra che glielo lasciamo credere, ma insomma ragazzi un po’ di sale in zucca. Avete studiato matematica? Equazioni di primo grado: portafoglio gonfio = ragazza giovane innamorata.

 

 

 

 

 

(*) agenzia matrimoniale
(**) vedovi

Matrimoni, tradimenti e dintorni.

Capitolo uno.
L’infingardo

Quando penso che neanche volevo sposarmi. Così per non sbagliarmi, l’ho fatto, due volte. Il primo matrimonio è stato rapido ed indolore. Il secondo lungo ed ingannevole.
Un marito infingardo è la specie peggiore che vi possa capitare. Si perché lui, il camaleonte, sa camuffarsi molto bene. In genere sono di apparenza seria, non belli, ma sicuri. E tu pensi, eccolo, allora esiste un uuomo con il quale sentirmi sicura.
Se ci penso, devo ammettere che ho fatto tutto da sola. Ho creduto alle mie bugie su di lui, l’infingardo non mente spudoratamente, lascia che tu ti convinca da sola della sua buona fede <ha mai detto di amarmi? Non mi ricordo>…..
Ma la mia vita trascorreva piacevole, non era tipo da sorprese lui (me le ha riservate tutte per il gran finale!), ma espletava le sue funzioni di marito diligentemente. Ottimo padre. Ancora ricordo le fiabe della notte per nostro figlio.
A proposito di favole, sono nata sotto il segno dei pesci e quindi ho spiccate doti magiche. Mi diverto a gironzolare per i cieli stellati. L’infingardo appartiene al segno del capricorno. Molto freddo e calcolatore in apparenza, ma ricco di fantasia e bisognoso di conferme nell’animo.
Oltre all’infingardaggine, ha un altro difetto. È un dirigente Fiat, di quelli che hanno fatto il corso di arroganza, a Marentino. E che solo nell’azienda sanno di contare qualcosa.
Quando con aria mesta mi ha comunicato che avevano deciso di trasferirlo per due anni in Polonia, dovevate vedere la sua faccia …..della serie, dimmi di no tesoro e io ci rinuncio. Il tesoro, cioè io la cretina, non ha potuto che accettare, non solo, ma supportarlo, spingerlo, dirgli che non si doveva preoccupare, che avrei pensato a tutto io. Figlio in piena crisi adolescenziale, madre con Alzheimer, suocera novantenne con tumore. Io faccio le cose alla grande non mi privo di niente. Macchina carica e good bye my love.

 

 

 

 

 

Iguana Betta

sta partendo per Ecuador Galapagos. Vedrò molte altre iguane, appunto per questo vi sto informando. Dal 2 all’8 novembre, qualsiasi gemito in crescendo urlo sentiate, non preoccupatevi, perché sono io.

Naturalmente vi terrò aggiornati con foto e resoconti. Mi farà molto piacere condividere con voi questa mia fantastica esperienza.

Mettetemi un like o commentate. Forse qualcuno conosce già questo mondo Darwiniano. Daiii su followers, pensate alle serate trascorse con i soliti amici viaggiatori a guardare centinaia di diapositive. Qui vi va molto meglio. A presto dunque,

Appassionatamente vostra

Betta

Roberton De Robertoni

  1. Stasera vi voglio raccontare la storia di un omino bassino e gentile che, pur non essendo bello, sapeva essere affascinante con la sua affidabilità. Pieno di virtù, sia in casa che sul lavoro, riusciva ad avanzare passetto dopo passetto verso una luminosa carriera. Bé proprio luminosa forse no, per il nostro omino andava bene così. Buon marito, ottimo padre. Ah dimenticavo, cucinava e sapeva mettere i piatti in lavapiatti che neanche un architetto…… ma quindi era the ideal husband? No, non proprio, perché custodiva ben nascosto un piccolo antipatico segreto, una mania. Sempre dissimulata con un certo, innegabile prestigio. Non particolarmente bello da potersi definire playboy, il nostro ometto, aveva presto imparato il valore aggiunto del potere e del denaro. Purtroppo con l’età, si era diciamo….. un po’…… bé con l’età i piccoli vezzi, si sa, diventano manie, e i freni inibitori, ad una certa si allentano un po’. Finita carriera e doppie evoluzioni, al nostro Roberton era partito l’embolo del possesso e del tocco. Ma forse mi sto dilungando e voi state equivocando. Scarso amante (in Italia almeno così era schedato) col trascorrere degli anni, e degli acciacchi, ormai i suoi rari attimi di piacere, li sapeva vivere solo in un modo: contando e toccando i suoi soldi, che doveva avere sempre accanto. Si era comprato, quindi, una grossa cassaforte (era molto facoltoso) e, munito di scaleo, era sempre più piccino, lontano da occhi indiscreti, appollaiato lì sopra, estraeva emozionato un mucchietto per volta. Lo annusava e lo toccava, ricordandosi forse altri tocchi e altri odori, e si diceva, accendendosi una sigaretta, ormai appagato :<eh si, hanno ragione, tira più un mucchietto di soldi che un pelo di figa>

 

Lo scettro del Re

C’era un volta in un castello lontano lontano, un re che viveva felice con la sua regina. Il loro maniero era molto antico ed era protetto da ben tre ordini di mura. Intorno boschi e sentieri scoscesi rendevano difficili gli spostamenti e la regina si annoiava un po’. La corte se n’era pian piano andata e i sovrani erano rimasti soli. Conducevano una vita sobria, l’unico vezzo era la camera matrimoniale arredata con mobili d’epoca: un letto alto e stretto col baldacchino di pesante tessuto vermiglio, lo stesso dei tendaggi che ricadevano lungo i fianchi per proteggere dal freddo invernale. Cenavano al tramonto, poi correvano ridendo sotto le coperte dove, fino a quel momento, avevano trovato un grande godimento. Potevano darsi piacere a lungo, fino a farsi sorprendere dai primi raggi del sole. All’improvviso il re era cambiato, si sentiva inquieto, preoccupato, e lo scettro non funzionava più a dovere. Nonostante la giovane età, le cure e le attenzioni sensuali della regina, non ne voleva sapere di alzarsi. E quando si alzava, se ne stava ritto e lucido poco tempo per poi crollare miseramente tra le lenzuola. La regina si sentiva in colpa e il re cercava di rassicurarla. In fondo non poteva essere lei la causa di tale disfatta, lei che era sempre bella e desiderabile come appena sposata. Più lui pensava allo scettro molle, più lo scettro restava molle. Più lei gli diceva di non pensarci e più lui ci pensava. Più lei fingeva disinteresse, più lui si accaniva. Dopo un mese di tentativi falliti, la pena e il disincanto si erano appropriati dei sovrani che giacevano immobili nel letto coniugale, muto di sospiri. Sembrava non ci fosse via d’uscita, poi la regina ebbe un’intuizione, un viaggio a Parigi avrebbe di sicuro rinvigorito il re, distogliendolo dal chiodo fisso del suo scettro mal funzionante. Felici come ragazzini, andarono incontro alla Ville Lumiere, si persero nei vicoli del Quartiere Latino con le minuscole creperie, i bistrot, la Senna larga e tranquilla, Nostre Dame così drammatica, la Torre appuntita e luminosa. Come d’incanto si ritrovarono a Pigalle e furono investiti dalla peccaminosità del quartiere, dal suo gusto proibito.
L’atmosfera stimolava la virilità del re che in più di un’occasione aveva cercato con le mani le cosce languide della regina. Mentre camminavano lesti ed eccitati, furono adescati da un giovane alto e bello che li invitò ad entrare in un locale a luci rosse. I reali si sentivano imbarazzati, precipitati dal loro castello in un luogo di perdizione. Comparve una signorina, che poi tanto signorina non era più, ma aveva mantenuto una certa avvenenza sottolineata da un vestimento trasparente di rete nera. Iniziò una danza lenta e sinuosa, muovendo l’addome, toccandosi lievemente il seno. I sovrani non potevano staccare gli occhi, presi com’erano dalla novità, dalla frenesia. La ballerina si girò e mostrò la parte che il re preferiva in assoluto, un deretano di grandi dimensioni, bello tondo e sodo, la vita sottile, la schiena piegata, i fianchi generosi da cui partiva l’attaccatura delle cosce forti. Si era appoggiata ad una poltrona e li guardava in faccia spudoratamente, consapevole dell’eccitazione che procurava, sicura nelle movenze da prostituta. La regina era rimasta in disparte, eccitata più dall’eccitazione del marito che dallo spettacolo inverecondo. L’impudicizia di cui faceva mostra la signorina la metteva a disagio, poi finalmente si rilassò e lasciò spazio alla più oscena delle fantasie.
Anche lei si spogliò, ma non del tutto, prese le mani del re e le appoggiò sul suo corpo, mentre con le sue cercò lo scettro, sperando di trovarlo come una volta, eretto e scattante. Con grande sorpresa si accorse che era aumentato a dismisura quasi a sottolineare con cotanto vigore il ritmo del ballo indemoniato.
Che si trattasse di una magia?
Che fosse la fine di un maleficio inflitto da streghe invidiose?
La regina era al settimo cielo, capì subito che il re era guarito e si sentiva pronta ad accoglierlo finalmente nella sua degna dimora.
Una tale magnificenza, uno scettro così statuario e gigantesco non si poteva sprecare in un lupanare.
Si rivestirono in un battibaleno; il letto coniugale col baldacchino rosso li stava aspettando impaziente.
Fu così che il re, la regina e lo scettro magico tornarono al castello, si spogliarono, entrarono nel letto e giocarono per sempre felici e contenti.

(Vanna Gasparini) Leggi tutto “Lo scettro del Re”

Diario di una moribonda

Labirintite e/o qualsiasi cosa tu sia, fuggi da questo corpo (che sarebbe il mio). Ragazzona di sana e robusta costituzione, non sono solita ammalarmi. Ieri mattina, venerdì 13 ottobre, nel vedere roteare vorticosamente la mia camera da letto, sono rimasta a dir poco basita. Mai provato niente di simile. Ed ero sdraiata, è stato quando mi sono alzata che il mondo mi è corso incontro. Con un sol flebile lamento sono caduta stesa a terra a pelle di leopardo (avete presente si?). Mio figlio Tommaso, imperturbabile, impegnato nella stesura della tesi, dalla sua stanza mi chiede: Mamma cos’hai fatto cadere di così pesante? La portafinestra? Ridete pure, lo so, ci sta, ma a me in quel momento sono venute altre cose in mente…., come Dio vuole ho trascorso la mattinata ciondolando per casa. Mangiato come al solito, altra prerogativa mia è quella di non perdere mai l’appetito…..acc. e doppio acc., sdraiata sul divano mi accingo a guardare col pargolo: Batman di Nolan, bella la regia mi sento di consigliarlo, un cast di attori stellati e …… oops ho sbagliato blog, scusate la digressione. Torniamo a me sul divano, tutto ok fino al momento che Tommaso mi parla. Io giro lievemente, giuro proprio, molto dolcemente, la testa, e…. per tutti i fulmini, la tv ha preso a vorticare con tutto il salone. Urlo da far balzare in piedi anche la mia progenie, che inizia a piroettare insieme al resto della sala, guardandomi agghiacciato! Pare che pure i miei occhi (leggermente bovini lo so) roteassero in modo tale che Linda Blair mi avrebbe fatto un baffo. Bizzarro direi, anche perché oggi è venerdì e l’otorino mi vede lunedì. E bizzarra pure la coincidenza che lunedì 23 parto per Ecuador e Galapagos, con vulcani sui quattromila metri. Ecco adesso ridere pure. Me lo merito. Addio follower, alla prossima.

Capitolo due – Il vedovo

Bene, eccomi qui sei anni dopo, che dormo in un campo tendato disperso nel Wadi Rum (il fantastico deserto di Lawrence d’Arabia). Fantascienza. Ho fatto passi da gigante.
Sto viaggiando senza preavviso, completamente al buio…. e sto bene.
Oddio all’inizio non è stato facile. Basterebbe cominciare con il piede giusto, solo che io non l’ho fatto. Il mio primo passo è stato della serie ….fottiti non mi vuoi più? Perfetto, cerco un altro pesce e via si riparte alla grande. Ma per essere più sicura sono andata a pescare in una riserva.(*) Già di quelle dove la trota(**) la peschi senz’altro, anzi più di una. Te la offrono proprio. La tiri su, qualcuno gli dà due botte in testa e tu la porti via. Per poi buttarla direttamente nella spazzatura. Perché lì nella riserva i pesci sono già anzianotti e…. puzzano.
Se per qualcuno non sono stata chiara è perché non è andato a leggere gli (*).

Bene proseguiamo.
Esistono due categorie di vedovi, entrambi inconsolabili. Alla prima appartengono i superstiti di una coppia alla Mulino bianco. Inconsolabili per la perdita, incapaci di camminare da soli. Cercano una copia della cara estinta che faccia loro da badante. Tristi, goffi, loro hanno già raggiunto l’amata, nel senso che sono morti, ma che nessuno gliel’ha ancora detto. Scappare veloci, il più lontano possibile prima che ti trascinino nella tomba.
Alla seconda appartengono i mariuoli. Quelli che alla cara estinta, da viva, gliene hanno fatte passare di tutti i colori. Adesso cercano di rimediare, riempendo la casa di fotografie, e la tomba di fiori. In genere nei loro armadi c’è ancora qualche abito della moglie. Consiglio anche in questo caso di scappare anche più veloci, perché, finalmente liberi dall’impedimento che non ha permesso loro di sfarfallare in giro, adesso si rifanno alla grande, pillola blu e dimostriamo a queste povere donne cosa sappiamo fare.
Credo che il maschio italiano non diventi mai adulto. Ancora sguazzano nelle favole che da piccoli hanno ascoltato. Solo che ora, invece di principesse, ci hanno trasformate in donne a caccia di uccelli. Per loro siamo super affamate e bisognose di quel pendaglio che hanno tra le gambe. Intelligenza, sensibilità, cultura, classe…. machissenefrega…. dimmi che sono bravo a letto, dimmi che come godi con me, nessuno mai…. È vero che la colpa è nostra che glielo lasciamo credere, ma insomma ragazzi un po’ di sale in zucca. Avete studiato matematica? Equazioni di primo grado: portafoglio gonfio = ragazza giovane innamorata.

Niente da fare 🙅 occorre un veloce cambio di rotta, elenchino delle cose che vogliamo e via …. rotta su quelle senza distrazioni.

Prossimo capitolo sarà dedicato proprio su questo: scelta delle priorità per sopravvivere, mentre cerchiamo il target finale.  Arrivederci quindi….

 

 

 

 

(*) agenzia matrimoniale
(**) vedovi